Regione Lombardia ha approvato il primo provvedimento attuativo della Legge Regionale n. 31/2014 sulla riduzione del consumo di suolo, riguardante i criteri per la determinazione delle opere incongrue situate in zona agricola o negli ambiti di valore paesaggistico
Si comunica che sul BURL del 5 dicembre 2016 n. 49 (S.O.) è stata pubblicata la D.g.r. n. X/5832 del 18 novembre 2016 recante “Criteri per l’identificazione nei piani di governo del territorio delle opere edilizie incongrue presenti nel territorio agricolo e negli ambiti di valore paesaggistico (art. 4, comma 9, l.r. 31/2014)”.
Il provvedimento della Giunta regionale dà attuazione all’art. 4, comma 9 della L.R. n. 31/2014 che consente ai Comuni, nell’ambito dei rispettivi Piani di Governo del Territorio, di identificare sulla base di criteri definiti dalla Regione, le opere edilizie incongrue presenti nel territorio agricolo e negli ambiti di valore paesaggistico per le quali prevedere volontari interventi di demolizione e contestuale permeabilizzazione dei suoli. A fronte della realizzazione di tali interventi, la Legge prevede ai soggetti interessati il riconoscimento di diritti edificatori dimensionati dal PGT, ed utilizzabili in ambiti individuati all’interno del tessuto urbano consolidato. Per le opere edilizie oggetto del provvedimento, si intendono edifici e manufatti edilizi in regola con i permessi previsti dalla Legge, non sottoposti a specifica tutela e non adibiti ad uso agricolo da almeno cinque anni.
I criteri per valutare l’incongruità, definiti dalla delibera, considerano i seguenti elementi:
Il provvedimento inoltre fornisce agli Enti locali alcune indicazioni funzionali utili ad orientare il loro operato rispetto al tema del dimensionamento dei diritti edificatori – che resta comunque di competenza del PGT – e del ripristino ambientale dei suoli.
In particolare viene suggerito ai Comuni di prevedere che la generazione dei diritti sia il più possibile contestuale alla realizzazione degli stessi, affinché lo sviluppo degli insediamenti risponda ad uno scenario complessivo di trasformazione del territorio e che la realizzazione dei nuovi volumi sia subordinata alla preventiva demolizione delle opere incongrue e al ripristino ambientale dei suoli.
In merito al dimensionamento dei diritti edificatori i Comuni sono quindi invitati a considerare i seguenti aspetti:
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