Al via dal 18 aprile prossimo la procedura per la manifestazione di interesse dei Comuni lombardi interessati a presentare candidature per la partecipazione all’intervento “Attract – Accordi per l’attrattività
Con riferimento alla news del 22 dicembre 2016 (prot. n. 1905/PB/av), si rende noto che sul Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia del 4 aprile 2017 (Serie Ordinaria n. 14) è stato pubblicato il Decreto del Dirigente di Unità Organizzativa 29 marzo 2017 n. 3505 recante “Manifestazione d’interesse per la presentazione di candidature da parte dei comuni lombardi relative all’intervento: «Attract – Accordi per l’attrattività in attuazione della DGR n. 5889 del 28 novembre 2016»”.
Si ricorda che l’intervento è finalizzato a mettere a disposizione delle imprese che intendono investire in Lombardia un contesto chiaro (aree, tempi di investimento, incentivi, eccellenze, opportunità), grazie anche all’aggregazione di stakeholder territoriali (tra i quali le Camere di Commercio, gli Enti appartenenti al Sistema Regionale, le Associazioni e le aggregazioni imprenditoriali, gli Ordini professionali, le Istituzioni del credito e della finanza, gli Enti di formazione e della ricerca) che si impegnino a sostenere la finalizzazione degli investimenti.
Con il provvedimento sono indicate le modalità di presentazione e valutazione delle candidature da parte dei Comuni interessati.
I Comuni selezionati potranno ricevere un contributo, a fondo perduto, di cofinanziamento all’80%, fino ad un massimo di 100.000 euro, per realizzare interventi volti a favorire l’attrattività del territorio. Inoltre i Comuni selezionati sottoscriveranno con Regione Lombardia un “accordo per l’attrattività” per favorire la realizzazione degli investimenti nelle aree da loro individuate.
Possono partecipare alla manifestazione di interesse i Comuni della Lombardia che presentino una domanda di candidatura contenente:
– una o più opportunità insediative disponibili all’interno del territorio comunale considerate maggiormente attrattive, selezionandole tra quelle con superfici pari ad almeno 10.000 mq per aree edificabili o con una superficie lorda di pavimento pari ad almeno 1.000 mq per edifici già esistenti da adibire ad attività produttive, direzionali, turistico-ricettive, logistiche e trasporti. Nella domanda dovranno essere indicati gli elementi qualificanti dell’offerta localizzativa, l’indicazione di eventuali tipologie di insediamento escluse, la fascia di valore dell’area, la tipologia di utilizzo precedente, gli strumenti di programmazione territoriale ed urbanistici vigenti sull’area, gli eventuali processi autorizzativi, la destinazione d’uso, l’accessibilità dell’area, la certificazione attestante l’avvenuto processo di bonifica o la dichiarazione che l’area non necessita di interventi di bonifica.
Qualora le aree o gli immobili non siano di proprietà del Comune, lo stesso dovrà attivarsi nelle forme, nei modi e nei tempi stabiliti dalla Legge con una apposita procedura ad evidenza pubblica, al fine di verificare l’interesse dei soggetti privati a partecipare all’offerta di valorizzazione dell’area;
– una proposta con l’elenco degli interventi di semplificazione, agevolazione e promozione che il Comune si impegna a mettere in atto per favorire la realizzazione dell’investimento nelle aree proposte.
I Comuni sono gli unici destinatari del contributo regionale e si faranno carico di coinvolgere i soggetti locali necessari per garantire gli impegni assunti relativi alle aree identificate (a titolo esemplificativo e non esaustivo altri Comuni limitrofi, proprietari dei terreni, Enti terzi coinvolti nel procedimento di insediamento) nonché soggetti coinvolti a livello territoriale, come le Associazioni di categoria.
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Numero di abitanti per Comune
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Numero Comuni ammissibili
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Più di 100.000
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1
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Tra 50.000 e 100.000
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4
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Tra 30.000 e 50.000
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8
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Tra 15.000 e 30.000
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17
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Tra 5.000 e 15.000
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20
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Meno di 5.000
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20
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Il Comune di Milano non rientra tra i soggetti destinatari della misura e potrà sottoscrivere con Regione Lombardia uno specifico accordo di collaborazione in considerazione delle peculiari caratteristiche e dimensioni del territorio.
In sostanza viene creata da parte di Regione una sorta di vetrina delle opportunità in cui potranno comunque essere inserite anche le iniziative segnalate dai comuni che non otterranno il contributo economico.
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