Il CIPE ha approvato la delibera di assegnazione delle risorse aggiuntive per finanziare il Patto per la Lombardia e, parallelamente, Regione Lombardia, attuando una delle voci del Patto, ha promosso l’Accordo di programma con il MIT per interventi sul patrimonio abitativo pubblico e sociale
Facendo riferimento alla precedente NEWS del 6 dicembre 2016 (prot. n. 1813/PB/av), si comunica che è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 4 aprile 2017 n. 79 la delibera CIPE del 1 dicembre 2016 n. 56, recante “Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020. Assegnazione di risorse per la realizzazione dei patti stipulati con le Regioni Lazio e Lombardia, e con le citta’ metropolitane di Firenze, Milano, Genova e Venezia.”.
Con il provvedimento, registrato presso la Corte dei Conti il 23 marzo 2017, il CIPE ha formalizzato le risorse aggiuntive previste dal Patto per la Lombardia, che ammontano a 718,7 milioni di euro del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), così suddivise:
· 315,4 milioni di euro, a valere sul fondo FSC “Infrastrutture”;
· 52 milioni di euro, a valere sul fondo FSC “Ambiente”;
· 351,3 milioni di euro, a valere sempre sul fondo FSC 2014-2020 come stabilito dalla Legge di Bilancio 2017.
Inoltre, quale prima attuazione del Patto, si comunica che sul BURL 29 marzo 2017 n. 13 (S.O.) è stata pubblicata la D.g.r 27 marzo 2017 n. X/6393, “Patto per la Lombardia: promozione dell’accordo di programma finalizzato alla realizzazione di programmi innovativi di rigenerazione urbana, recupero e riqualificazione del patrimonio abitativo pubblico e sociale”.
La delibera della Giunta regionale ha come obiettivo quello di promuovere, entro il prossimo 30 giugno 2017, la definizione di un Accordo di programma tra Regione Lombardia e il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, per promuovere nel territorio regionale la realizzazione di:
– interventi di recupero e rigenerazione integrata di quartieri di edilizia residenziale pubblica, ora Servizi abitativi pubblici (ex edilizia sovvenzionata a canone sociale), localizzati in Comuni ad alta tensione abitativa;
– interventi di recupero di unità abitative destinate ad edilizia residenziale pubblica, ora Servizi abitativi pubblici (ex edilizia sovvenzionata a canone sociale), localizzati nei Comuni non inclusi nelle aree ad alta tensione abitativa che necessitano di interventi di manutenzione straordinaria e in particolare di alloggi attualmente non utilizzati per carenza manutentiva;
– interventi di recupero e di destinazione a Servizi abitativi sociali (ex edilizia agevolata a canone agevolato) del patrimonio immobiliare pubblico e privato non utilizzato (sfitto invenduto) o sottoutilizzato;
– strumenti finanziari immobiliari innovativi, con la partecipazione di soggetti pubblici e/o privati, per la valorizzazione e l’incremento dell’offerta abitativa in locazione in grado di sviluppare ulteriormente il Sistema Integrato dei Fondi.
Le risorse finanziarie necessarie per l’attuazione dell’Accordo saranno reperite ad esito dell’attività di ricognizione delle risorse nazionali e regionali che si renderanno disponibili per effetto di economie e revoche.
Puoi scegliere quali categorie di cookie abilitare. I cookie necessari sono sempre attivi perché indispensabili per il corretto funzionamento del sito.