Regione Lombardia ha approvato due provvedimenti che stanziano complessivamente € 11,7 milioni per il sostegno delle famiglie in affitto, nei Comuni ad alta tensione abitativa
La Giunta Regionale nel mese di ottobre ha approvato due provvedimenti per sostenere le famiglie in difficoltà nel pagamento dei canoni di locazione nei 155 Comuni lombardi a fabbisogno abitativo elevato indicati nella Delibera CIPE 87/2003 e nel PRERP 2014-2016.
Con la DGR 8 ottobre 2015 n. X/4154 recante “Reddito di autonomia: determinazioni in merito alle politiche abitative” sono infatti stati stanziati € 4.700.000,00 per l’iniziativa straordinaria volta alla concessione di un contributo per la riduzione, nell’anno 2015, dell’incidenza del canone d’affitto sul reddito delle famiglie particolarmente disagiate. Possono richiedere il contributo i conduttori che nell’anno 2015 sono titolari di contratti di locazione sul libero mercato, efficaci e registrati, stipulati per unità immobiliare situata in Lombardia nei Comuni ad alta tensione abitativa utilizzata come residenza anagrafica e abitazione principale. Il contributo massimo riconosciuto è di € 800,00 per nucleo familiare ed è destinato a coloro che sono residenti in Lombardia, in possesso di un reddito ISEE/FSA (Fondo Sostegno Affitti) compreso tra € 7.000 e € 9.000. Le domande di accesso al contributo devono essere presentate dal 2 novembre al 15 dicembre 2015, presso i Comuni interessati all’iniziativa.
La Giunta ha inoltre approvato la DGR 30 ottobre 2015 n. X/4247 recante “Contrasto dell’emergenza abitativa: completamento delle iniziative regionali 2015”, con la quale vengono stanziati € 7.014.279,44 per il sostegno degli inquilini morosi incolpevoli residenti nei Comuni ad alta tensione abitativa. Per morosità incolpevole si intende la situazione di sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone di locazione, a ragione della perdita o consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare, riconducibile ad una delle seguenti cause:
a) licenziamento;
b) mobilità;
c) cassa integrazione;
d) mancato rinnovo di contratti a termine;
e) accordi aziendali e sindacali con riduzione del l’orario di lavoro;
f) cessazione di attività professionale o di impresa;
g) malattia grave;
h) infortunio o decesso di un componente del nucleo familiare.
La consistente riduzione di reddito, riconducibile alle cause di cui sopra, si verifica quando il rapporto canone/reddito raggiunge un’incidenza superiore al 30%. La perdita o consistente riduzione della capacità reddituale deve essere successiva alla stipula del contratto di locazione e porsi, dunque, quale condizione che produce la morosità. I destinatari delle risorse messe a disposizione con la delibera in parola saranno i comuni ad alta tensione abitativa che provvederanno all’erogazione dei contributi agli aventi diritto secondo le linee guidata approvate con la medesima DGR n. /4247/2015. Il contributo massimo erogabile sarà di € 8.000,00 per nucleo famigliare e sarà determinato da ciascun Comune in ragione dell’entità della morosità incolpevole accertata nel proprio territorio e tenuto conto delle risorse finanziarie attribuite allo stesso dalla Regione. Per ottenere il contributo il nucleo famigliare deve possedere un reddito ISEE inferiore a € 26.000,00.
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